Giovedì 26 marzo nella sede di via delle Gagliarde dalle ore 19.30 è in programma la degustazione con i vini della Tenuta Il Leccio accompagnati da taglieri e rigatoni al sugo, e alle 21.15 la conferenza sull’Anfiteatro romano di Arezzo a cura di Maria Gatto. L’evento è in collaborazione con la Società Storica Aretina e la Confederazione Italiana Agricoltori.
Ultimo appuntamento con i “Calici di Storia” a Porta Sant’Andrea, evento in collaborazione con la Società Storica Aretina e la Confederazione Italiana Agricoltori. Giovedì 26 marzo, dalle ore 19.30, nella sede di via delle Gagliarde sarà la Tenuta Il Leccio di Bucine a proporre una degustazione dei suoi vini, accompagnati da taglieri di affettati e rigatoni al sugo.
A seguire, dalle 21.15 si terrà la conferenza della professoressa Maria Gatto su “L’anfiteatro delle storie incrociate: spettacolo, preghiera, cultura”.”.
L’ingresso è libero mentre le consumazioni sono a pagamento.
L’AZIENDA VINICOLA: Tenuta Il Leccio di Bucine. Dicono di se: “Coltiviamo vite ed olivo, come succede da centinaia di anni in questo territorio. L’obiettivo è custodire e rispettare, per condividere il meglio, con il minor sconvolgimento della natura e di conseguenza delle materie prime, senza rinunciare, all’evoluzione mirata esclusivamente ad un prodotto il più onesto possibile.”
LA CONFERENZA: Maria Gatto su “L’anfiteatro delle storie incrociate: spettacolo, preghiera, cultura”. L’anfiteatro è, fra i luoghi archeologici della città, uno dei più monumentali e fra i pochi che, nei secoli, terminata la funzione originaria, abbiano continuato a generare storie, conservando nel tempo un ruolo importante nel tessuto urbanistico e nella vita della comunità aretina.
I racconti che si intrecciano in questo spazio sono moltissimi: iniziano in epoca romana, con la costruzione dell’anfiteatro, il più grande edificio pubblico di Arretium, per proseguire nel Medioevo, quando sui resti del suo lato meridionale fu edificato il Monastero di San Bernardo, e si dipanano nel tempo, fra funzioni religiose, interventi artistici e usi agricoli, partenze e nuovi arrivi, memorie perdute e ritrovate. Gli scavi degli inizi del Novecento riportarono all’attenzione degli Aretini i resti dell’edificio antico e fecero del complesso dell’anfiteatro e dell’ormai ex monastero la sede ideale del Museo archeologico cittadino intitolato a Mecenate, che contribuisce ancora oggi a conservare le strutture architettoniche antiche, a custodire le molte storie di cui sono testimoni e a mantenere il luogo al centro della vita cittadina.
LA RELATRICE: Maria Gatto, aretina, si è diplomata al Liceo Classico “F. Petrarca”. Dopo la laurea in Etruscologia e archeologia italica all’Università degli Studi di Firenze, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia antica.
È funzionaria archeologa del Ministero della Cultura dal 2012 e dal 2015 è direttrice del Museo Archeologico Nazionale e dell’Anfiteatro romano di Arezzo.
Prima di essere assunta nel Ministero della Cultura ha collaborato a lungo con la Fraternita dei Laici, contribuendo all’avvio del settore archeologico della Sezione Didattica. Nella direzione del Museo ha portato questa esperienza, sviluppando progetti educativi rivolti ai piccoli visitatori e lavorando per avvicinare il Museo alla città. Fra gli interventi museali recenti, si può ricordare il riallestimento della sezione degli Arretina vasa e l’apertura al pubblico della sezione numismatica.
- Maria Gatto

































