Venerdì 31 ottobre, alle ore 18, verrà celebrata una Messa per i cento anni dalla sua nascita nella chiesa di San Gemignano. Sarà presente una delegazione del Quartiere a cui era profondamente legato.
Porta Sant’Andrea ricorda don Renato Bertini. Lo farà venerdì 31 ottobre, alle ore 18, nella chiesa di San Gemignano ad Arezzo partecipando, con il Vessillo biancoverde, alla Santa Messa per i cento anni dalla sua nascita.
Nato ad Arezzo il 31 ottobre del 1925, don Renato Bertini fin dalla sua ordinazione sacerdotale nell’aprile del 1948 è rimasto per tutta vita nella parrocchia di San Gemignano, dove era il mitico “Circolino don Bosco”. Negli anni ’50 e ’60 soprattutto, quello, infatti, era il ritrovo dei giovani della zona: ragazzi dei ceti proletari, che popolavano quella parte di centro storico. Venne a mancare il 5 luglio del 2005.
Don Renato era anche noto in città come giornalista: aveva collaborato a molte testate nazionali e locali, quali “Avvenire”, “Agenzia Italia”, “La Nazione” e infine al “Corriere di Arezzo”.
La sua immagine e la sua voce erano però entrate nelle case di tutta la città grazie alla collaborazione, fin dalla nascita dell’emittente, con “Teletruria”. Profondo conoscitore di musica sacra e polifonica, era uno dei più apprezzati critici e memoria storica del Concorso Polifonico “Guido d’Arezzo”.
Tra Porta Sant’Andrea e don Bertini il rapporto si era fatto strettissimo dal 1982. Quell’anno i biancoverdi dovettero lasciare la sede di via delle Gagliarde per i lavori di restauro di Palazzo San Giusto. Le soluzioni prospettate dall’amministrazione per la sede provvisoria del Quartiere non soddisfacevano la dirigenza, fu quindi chiesta ospitalità a don Renato nella vecchia palestra del “Circolino” che li accolse volentieri fino al 1989, quando i lavori nella sede storica si terminarono.
I quartieristi di allora ricordano con affetto quel periodo assieme a don Renato, la sua profonda cultura, il suo attaccamento alla Tradizione Liturgica, ma soprattutto la sua schietta arguzia e ironia di prete aretino.
“Il Quartiere, il giorno della Giostra, non partiva senza che prima don Renato non avesse impartito ai giostratori la propria Benedizione, che terminava con la frase ‘Andate e trionfate sennò son legnate!’ – ricorda un dirigente di via delle Gagliarde – Al Circolino furono gettate le basi del Quartiere attuale: in quel campetto nacquero le prime pizzerie, le settimane del quartierista, cui don Renato partecipava sempre, magari affacciato alla finestra. Era solito definire la sua Chiesa ‘l’ultimo baluardo di Porta Sant’Andrea, prima di Colcitrone’, e ci teneva che ci fosse appesa la Bandiera biancoverde. A lui, va il ricordo più vivo e sincero di tutta Porta Sant’Andrea.”



































